Quale Formazione Scegliere per Affrontare lo Stress Lavoro-Correlato

 

 

stress

 

Il HR manager è una figura di snodo importantissima nel determinare le linee programmatiche che il reparto HR vuole seguire. E’ come se il settore HR fosse una nave e il suo manager il comandante che stabilisce la rotta che si deve perseguire. E’ ovvio come sia sottoposto a delle linee guida dell’imprenditore ma nella gestione del proprio settore le scelte decisive le prende lui (e con esse le relative responsabilità). Il responsabile delle risorse umane è, dunque, colui che detiene la capacità decisionale al fine di perseguire gli obiettivi aziendali, in quanto alla gestione di sua competenza, nelle condizioni migliori. Gestire, però, un gruppo di persone/lavoratori non è così semplice come possa sembrare. Le persone hanno caratteri, esperienze lavorative e personali, attitudini diverse l’una dall’altra e trovare la sintesi tra tutte queste diversità non è facile. Per questo non ci si può più limitarsi ad una gestione amministrativa (contrattualistica, assicurazioni contro gli infortuni, stipendi, gestione delle assenza, payroll) ma deve entrare più nel dettaglio delle singole situazioni e dinamiche anche, se non soprattutto, personali del suo team. La provenienza, le differenze di età e genere, l’empatia tra lavoratori e i loro singoli caratteri determinano delle variabili sempre diverse e difficilmente prevedibili che, se non ben gestite, potrebbero determinare una gestione della quotidianità lavorativa in azienda molto complessa. E questo avrebbe dei riflessi pesantissimi sul lavoro e l’efficienza nel suo complesso.

Tutti questi fattori, nel lungo periodo, possono comportare dei fenomeni di stress lavoro correlato che si manifesteranno in maniera diversa a seconda dei casi. Assenteismo, scarsa produttività, scarso attaccamento all’azienda ed ai colleghi, liti in azienda sono solo alcuni degli elementi che possono contraddistinguere questa situazione con tutte le conseguenze che si possono successivamente sviluppare. Per tale motivo lo stress non va considerato solamente in un’ottica di applicazione di una norma (Testo Unico sicurezza) ma come fattore gestionale del proprio equipaggio.

La formazione, in questo senso, può essere una leva straordinaria sia come momenti di apprendimento vero e proprio che di confronto prima ancora che di apprendimento. La si deve pensare, pertanto, come uno strumento propedeutico all’attività che sarà fatta. In azienda questo si concretizza nel dover considerare le risorse umane non solamente dal punto di vista puramente lavorativo (dunque in termini di skills lavorative da formare e tenere aggiornate) ma anche come insieme che lavora, produce, si muove all’interno dell’azienda in maniera sinergica e coerente per il bene dell’impresa. Per tale motivo le tipologie di prodotti formativi devono essere scelti all’interno di una piattaforma più ampia che ne contempli anche alcuni che abbiano la finalità di cementare il lavoro in team, migliorare le performance, ridurre lo stress dei marinai.

Delle soluzioni importanti, in alcuni casi oramai esplorate in maniera corposa in altri ancora per nulla, per coordinare e far lavorare al meglio i propri marinai sono:

  • mindfullness – la mindfullness è una disciplina derivante dalla filosofia buddista, presente negli Stati Uniti dagli anni ‘80 e da noi ancora poco conosciuta. Consente di centrare l’attenzione dei lavoratori (marinai) su quello che stanno facendo riducendo pertanto sprechi di tempo, di attenzione, aumento di infortuni ed anche potenziali danni alle cose.
  • team coaching: il coaching è una disciplina oramai assolutamente diffusa ma applicata prevalentemente per il singolo. Nella versione “team” consente di far esplodere le reali attitudini del lavoratore mettendolo nelle condizioni di lavorare la massimo delle sue potenzialità, ricaricandolo dal punto di vista emotivo e intellettuale (se particolarmente stressato o sottoposto a lavori monotoni che ne frenano la creatività) ed insegnandogli ad interagire con un team di lavoro e non solamente con se stesso. Questo consente sicuramente di migliorare tutte le situazioni di stress legate alla suddivisione dei ruoli.
  • formazione ludica: il concetto del gioco nella formazione è un aspetto ancora non del tutto comune e solo poche realtà hanno iniziato ad aprirsi a tale situazione. Il gioco obbliga i lavoratori a doversi mettere a disposizione del team in quanto portato a condividere situazioni, risoluzioni dei casi e gestione di situazioni di stress.

Insegna pertanto a poter mettere insieme energie, che magari prima non si avevano o si utilizzavano singolarmente, a fattore comune e per il bene di un gruppo.

  • Team building, comunicazione, leadership: tre elementi che, nella maggior parte dei casi, sono dati per scontati ma che, al lato pratico, non sempre si dimostrano tali.

Un imprenditore, così come su vari livelli un HR manager, ha bisogno di una forte leadership per poter guidare i suoi lavoratori nel lavoro quotidiano, faticoso e duro, per fare si che essi seguano le sue indicazioni e, pertanto, l’azieda possa navigare tranquilla.

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, in particolare, si può affermare che siamo abituati a pensare alla leadership sempre come un elemento applicato da posizioni apicali: imprenditore, manager, ecc. Ma se invece allargassimo l’orizzonte pensandola come una caratteristica che devono avere anche figure intermedie? Il capo reparto, il preposto per la sicurezza, il capo ufficio e cioé persone che hanno sotto di loro altri lavoratori, magari che non tutti lo accettano come superiore non avrebbero bisogno di rafforzare la propria capacità di leadership? Quanto stress e, conseguentemente, inefficienze si potrebbero ridurre affrontando la questione anche in quest’ottica?

La leadership è una caratteristica sottile che si confonde spesso con altri elementi.

La comunicazione, questa sconosciuta. Molto spesso le problematiche più grandi all’interno di un’azienda nascono proprio da assenza di comunicazione.

Lavoro di squadra: è forse l’aspetto più duro da strutturare e l’obiettivo più difficile da raggiungere.

Nel momento in cui tutto funziona, automaticamente lo stress tenderà a ridursi. La formazione, dunque, è uno strumento che deve essere visto non solo come acquisizione di nuove competenze da applicare nel lavoro (men che meno come mero adempimento burocratico, vedi sicurezza sul lavoro) ma anche come allenamento mentale per quelle skills dei lavoratori che spesso sono poco considerate ma che hanno un impatto sull’attività quotidiana molto importante.

 

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