Valorizzarsi con il Personal Branding

Marketing (1)Cercare un lavoro oggi non è cosa semplice sia per le condizioni macro economiche complessive ma, forse soprattutto, perché il mercato del lavoro è profondamente cambiato. Nelle richieste, nelle aspettative, nel modo di svilupparsi e permettere alle persone di soddisfare i propri desideri ed ambizioni. Non ci sono più punti fissi, i titoli di accademici purtroppo non sono più sempre una garanzia.

In questo contesto la persona che vuole essere efficace deve effettuare un salto culturale molto importante iniziando a considerare se stesso come il proprio brand. Come le aziende, infatti, vendono un marchio (che richiama poi molteplici valori o sogni) anche le persone devono oggi proporsi in maniera strutturata per riuscire nei propri obiettivi.

Ognuno di noi ha il proprio brand, attraverso il quale lancia messaggi ogni giorno, più o meno evidenti. Ad esempio, nel momento in cui entriamo in una stanza veniamo percepiti in un determinato modo da chi ci circonda, in base al nostro comportamento esplicito ma anche quello meno evidente e recondito. Il problema è che raramente siamo consapevoli dei messaggi che lanciamo e di come vengono percepiti. Detto questo, quanto sarebbe utile definire una strategia ben precisa volta a comunicare al meglio per raggiungere i nostri obiettivi? Molto, Moltissimo!

Chiedersi “Chi voglio essere?” È il primo passo per lo sviluppo di una chiara strategia di Personal Branding. Essere in grado di articolarne la risposta è ancora più importante. Una volta capito chi si vuole essere si può sviluppare la capacità nel comunicarlo agli altri. In seguito a questi primi passi ci si rende conto che il proprio marchio personale è un qualcosa che ha valore, una struttura che si può continuamente migliorare. Queste prime fasi del percorso di Personal Branding consistono infatti nel trasformare il proprio marchio da vapore a valore, lavorando sulle cose che di solito sono invisibili, dandogli una forma ben precisa, in maniera tale da farle percepire proprio come noi vogliamo. All’inizio, il processo di “Brandizzazione” viene definito da molte persone come  una cosa molto egocentrica. In effetti inizialmente lo è, perché bisogna cominciare da un punto di introspezione, concentrandosi su se stessi, però c’è da dire che non si tratta di salire su un palco ed autoproclamarsi. Il Personal Branding infatti ruota più intorno alla creazione di comportamenti in grado di far comprendere agli altri le nostre qualità, perché esse sono profondamente radicate in tutto ciò che facciamo ogni giorno. Più si è chiari e coerenti verso lo scopo da perseguire, più sarà facile essere in linea con il proprio Personal Brand. Nel tempo, con costante attenzione e rispetto degli standard prefissati, la strategia darà i suoi frutti. Investire su se stessi non è mai sbagliato!

Sei sei interessato/a ad intraprendere un percorso di Personal Branding, abbiamo ciò che fa per te, dai un’occhiata: http://bit.ly/1LdU1zD

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Intervista ad Alessandro Gini, docente del corso Linkedin 4 Business per Wise Training

giniBuongiorno Alessandro, parlaci un pò di te..

Buongiorno! Alcuni mi definiscono un formatore, ma in realtà è più corretto dire che faccio (anche) formazione.

Nel passato ho lavorato in agenzie di comunicazione ed eventi, nella vendite di spazi pubblicitari web, e mi sono occupato di social media marketing. Poi ho avviato in società un’azienda curando lo sviluppo commerciale, e lì è nato l’amore per LinkedIn, perché è il mezzo che ha dato una svolta alla nostra attività.

Non sono il tipo di formatore che entra in aula per trasferire un argomento che ha solo studiato: parlo di qualcosa che conosco approfonditamente e che ho appreso con gli errori (poi l’ho anche studiato eh, ci mancherebbe!). Infatti nei miei corsi “ci si sporca le mani”.

 

A chi si rivolge il corso Linkedin 4 Business?

Al corso LinkedIn 4 Business partecipano professionisti nel settore delle vendite, lavoratori autonomi e titolari di aziende, responsabili delle risorse umane, della comunicazione e del marketing.  Una popolazione varia ma mossa dal comune desiderio di avere più successo attraverso il proprio lavoro, ottenere di più e ottimizzare gli sforzi e le risorse investite, tutti obiettivi che intravedono di poter perseguire attraverso LinkedIn, ma ancora non sanno come raggiungere.

 

Quali tematiche vengono affrontate nel corso?

Il corso affronta approfonditamente il tema dell’ottimizzazione del profilo personale e della creazione di una ampia rete di qualità. Vengono poi affrontate le dinamiche per il marketing e la comunicazione aziendale e strategie per il social selling.

Infine chiudiamo con l’elaborazione di un piano di lavoro personale: senza di questo il rischio è quello di non applicare quanto si è imparato!

 

Quali possono essere le conseguenze di un profilo LinkedIn mal gestito?

Innanzi tutto ad oggi esistono molte persone che hanno un profilo NON gestito: account aperto, informazioni parziali e ultimo accesso 2 anni fa. Qui dovremmo parlare di potenziali mancati ricavi, ma qualcuno potrebbe rimanerci troppo male

C’è poi chi utilizza LinkedIn in modo maldestro, e in questo caso il rischio principale è quello di fare un personal branding non positivo, e proiettare verso l’esterno un’immagine sbagliata della propria figura professionale. Questo può anche portare a perdere potenziali opportunità (ad esempio un contatto da un recruiter) o addirittura clienti acquisiti.

Grazie mille Alessandro! Ci vediamo il 9 ottobre a Bologna..

Se vuoi avere maggiori informazioni o iscriverti al corso vai al nostro sito: http://bit.ly/1MRtIkE


Intervista a Riccardo Scandellari, docente del corso Personal Branding per Wise Training

skandeBuongiorno Riccardo, parlaci un po’ di te..

Mi chiamo Riccardo e sto studiando come interpretare e rendere efficace la comunicazione personale in questi nuovi strumenti di comunicazione digitale. Nel mentre vendo le consulenze e la formazione alle persone che sono meno preparate di me. Provengo dal settore della grafica e programmazione, negli ultimi anni mi sono dedicato al giornalismo e alla comunicazione fondando l’agenzia NetPropaganda.

 

A chi è rivolto il corso di Personal Branding?

Ritengo che sia una pratica fondamentale nel 90% delle attività umane legate al lavoro. Oggi dobbiamo fare i conti con la nostra capacità di creare una narrazione personale e la costruzione di un network lavorativo, ormai indispensabile per attrarre lavoro e opportunità di carriera.

 

Quali tematiche vengono affrontate nel corso?

Il corso è incentrato sulla parte digitale di questa disciplina, non parlerò di come vestirsi o come parlare in pubblico, ma di come costruire una solida identità digitale, da me definita come Net Branding, attraverso la costruzione di un’immagine unica e convincente, ottimi contenuti e la cura delle conversazioni digitali che ci riguardano.

 

Quanto è importante, al giorno d’oggi, puntare su se stessi e farlo recepire agli altri?

Lo è sempre stato anche nel passato, ma ora abbiamo degli strumenti straordinari con cui riuscire a comunicare ad un vastissimo pubblico. Oggi attraverso l’azione combinata di blog e social network possiamo diventare opinion leader del settore riuscendo ad ottenere contatti e opportunità difficilmente raggiungibili con i normali giri di conoscenze personali.

 

Grazie Riccardo! Ci vediamo il 20 ottobre a Bologna..

Se vuoi avere maggiori informazioni o iscriverti al corso vai al nostro sito: http://bit.ly/1LdU1zD

 


Intervista ad Alessandro Amadio, docente del flash master in Gestione della Produzione e della Supply Chain d’Impresa per Wise Training

Foto tessera

Innanzitutto Alessandro, parlarci un po’ di te.

Dopo gli studi Universitari e post universitari ho conseguito esperienze direzionali in aziende multinazionali e di grandi dimensioni in ambito Operations e Supply Chain. Ho al mio attivo diverse pubblicazioni Professionali e Accademiche sulle medesime discipline a attualmente mi occupo di Consulenza Direzionale e Formazione Manageriale nelle discipline inerenti al miglioramento ed efficientamento dei processi aziendali con particolare riferimento alle aree di Operations e Supply Chain.

 

A chi si rivolge il Flash Master?

Il Master è rivolto a agli studenti Universitari e giovani laureati che intendono sviluppare  la loro preparazione teorica con una solida preparazione gestionale e tecnica che faciliterà il loro inserimento in azienda, e a professionisti del management occupati o momentaneamente fermi che volessero sviluppare le proprie conoscenze e competenze o riqualificarsi nelle discipline aziendali maggiormente richieste dall’industria allo scopo di velocizzare la propria carriera o agevolare il proprio reinserimento in azienda.

 

Che tipologia di tematiche e situazioni vengono affrontate nel master?

Nel master vengono affrontati in modo intensivo, con approccio analitico e metodologico ma con taglio operativo e di agevole comprensione tutti gli argomenti aziendali inerenti ai principali processi operativi aziendali. I processi oggetto di formazione comprenderanno il processo di Acquisto e di Approvvigionamento, la Pianificazione delle risorse di Produzione, il processo di Produzione e la Logistica Aziendale.  Nel corso delle lezioni saranno presentati e chiaramente illustrati anche con l’ausilio di casi pratici, le filosofie (LEAN e OSAT) e i modelli di gestione di provata efficacia, gli strumenti operativi per condurre il miglioramento e i principali sistemi di monitoraggio delle prestazioni aziendali.

 

Quali sbocchi occupazionali potrà avere la figura formata, una volta terminato questo percorso formativo?

Il master fornisce competenze trasversali ma anche verticali su tutti i processi delle Operations, quindi è orientato a formare manager Junior e Senior Manager nelle discipline inerenti alle Operations aziendali, quali gli Acquisti, Gli Approvvigionamenti, la Pianificazione della Produzione, La Logistica di Magazzino e delle Spedizioni e Trasporti, La Produzione, il Miglioramento continuo, la Supply Chain.

 

Grazie Alessandro! Ci vediamo il 23 ottobre per la giornata inaugurale del flash master, presso la nostra sede di Falconara Marittima.

Per informazioni e iscrizioni vai al nostro sito: http://bit.ly/1C1FuVL

 


Intervista a Roberta Cesaroni, docente del corso in Leadership Outdoor per Wise Training

foto cesaroni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Innanzitutto Roberta, parlarci un po’ di te.

Sono laureata in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni presso l’Università di Urbino e specializzata in Organizzazione e gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali.

Da molti anni sono Life Mental Coach (Mental  Coach International), Team Coach, Coach Adolescenziale iscritta all’AICP (associazione italiana coach professionisti) e ICF (International Coaching Federation) e A.I.F. (Associazione Italiana Formatori).

Mi occupo anche di comunicazione e di comportamento organizzativo, gestione e sviluppo delle risorse umane.

Svolgo azione di personal e business coaching a livello manageriale.

 

A chi si rivolge il corso in Leadership?

E’ un corso nato per promuovere e sviluppare la leadership personale ed il nostro carisma, imparare a comprendere prima razionalmente e poi emotivamente.

E’ funzionale ad ogni individuo che, nel proprio ruolo lavorativo, si trova a dover comunicare con un gruppo di persone/collaboratori per definire o illustrare gli obiettivi aziendali, nuovi progetti, confrontarsi su argomenti, relazionare a convegni, incontri e riunioni di lavoro.

E’ indirizzabile verso manager con la necessità di sviluppare le proprie capacità di leadership e che, ricoprendo posizioni di responsabilità all’interno di organizzazioni, devono essere un punto di riferimento costante

Si adatta molto bene anche a senior manager con l’esigenza di confrontarsi sugli approcci attuali della leadership e con la necessità di trovare nuovi spunti per la loro attività.

 

Che tipologia di tematiche e situazioni vengono affrontate nel corso?

Innanzitutto far nascere un gruppo, come farlo  evolvere ed organizzarlo per poi gestirlo  e motivarlo.

Sai, quando ego ed anima si fondono, quando siamo consapevoli di qual è il nostro carisma, si sprigiona qualcosa che va oltre noi stessi, un modo che ci porta a raggiungere serenità e intensità nei momenti del quotidiano.

Non si nasce leader, ma lo si può diventare. Ogni persona ha il suo carisma, l’importante è saperlo riconoscere ed in seguito saperlo accogliere e svilupparlo.

Comprendere quali sono le caratteristiche di un leader e le sue cause di fallimento, conoscere le strategie per ispirare, per creare una vision comune, per motivare, per delegare, per creare lo spirito di gruppo e per aiutare le persone a ottenere il meglio di sé. Questo è essere un vero leader.

E’ proprio la capacità di condurre se stessi che affascina gli altri, al punto di essere considerati leader stimati e spesso amati.

Il leader è  un protagonista attivo e non uno spettatore passivo e non è solo colui che sa condurre gli altri, ma sa condurre in primis se stesso.

 

E’ un corso esperienziale outdoor, in un ranch con i cavalli: quali differenze ci sono rispetto al metodo tradizionale della formazione in aula?

Un corso esperenziale outdoor a cavallo rappresenta uno strumento formativo totalmente stimolante e coinvolgente che porta i partecipanti ad apprendere in modo diretto e immediato e a far affidamento su tutte le proprie risorse per raggiungere obiettivi individuali e comuni, accelerando il normale processo di apprendimento.
Vedi, quando si fanno corsi outdoor la persona è coinvolta ed impegnata nella sua interezza: mente, corpo ed emozioni. E in questo modo è possibile dimostrare come grazie ad un corretto lavoro di gruppo, gli ostacoli insormontabili possono essere superati.

L’efficacia del corso è misurata da come i partecipanti memorizzano ciò che apprendono e da come applicano quanto appreso, nelle loro attività quotidiane.
Le sfide di outdoor stimolano l’apprendimento alla risoluzione dei problemi, piuttosto che seguire un approccio tradizionale con l’esperto che dice come fare. È basato sulla premessa che si apprenda più nel fare che nel seguire una lezione o nel leggere un libro.
Attraverso il processo di analisi e di riflessione, successivo all’esperienza, si indica ciò che sarà applicabile nella attività lavorativa. L’analisi della risoluzione del problema dà le linee generali su come affrontare al meglio le attività quotidiane.

 

Grazie Roberta! Ci vediamo il 23 luglio a Pesaro presso il Valley Ranch per vivere insieme queste due giornate di crescita.

Per informazioni sul corso vai al nostro sito www.wisetraining.net/index.php?id_c=38

Se vuoi partecipare, scrivi una mail a segreteria@wiseconsulting.it o chiamaci allo 071/9188485.


Intervista ad Alessandro De Chellis, Training Director di Wise Training e docente dei 3 workshop tenuti ad ExpoTraining

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Alessandro, Training Director di Wise  ma anche docente in materia di Sicurezza sul lavoro: raccontaci un po’ di te..

Dunque, nasco come Consulente del Lavoro ed all’interno di questa categoria mi sono poi specializzato in sicurezza sui luoghi di lavoro.

Da quasi dieci anni mi occupo di questa materia prima collaborando con un importante studio di Ancona e poi, dal 2009, con il mio proprio studio. Svolgo consulenza in vari settori produttivi svolgendo anche il ruolo di RSPP esterno.

Sin da subito, inoltre, mi sono dedicato alla formazione. Da sempre credo che questo strumento sia fondamentale per il coinvolgimento delle persone, per la loro crescita e per il miglioramento costante della propria professionalità. Temi che, ovviamente, riguardano anche la sicurezza sul lavoro dove la partecipazione attiva dei lavoratori è imprescindibile.

 

Ad ExpoTraining hai parlato di benessere aziendale, stress lavoro-correlato e formazione esperienziale: quanto sono importanti queste tematiche per le aziende e perché?

Dal mio punto di vista la formazione è ad un bivio: essere un’attività residuale nel mondo aziendale fatta più che altro per rispettare degli obblighi di legge oppure diventare una leva potente per migliorare la propria impresa.

Il benessere aziendale è un elemento che può determinare delle logiche migliorative nella popolazione lavorativa che ancora sono inesplorate e ritengo che la formazione possa essere lo strumento giusto per farle venire a galla.

I tre workshop, in realtà, seguivano tutti lo stesso filo conduttore. Migliorare le condizioni di lavoro all’interno dell’azienda avendo un occhio attento a tutto quello che concerne un miglior benessere dei lavoratori, una migliore organizzazione del lavoro. Questi sono  temi strettamente collegati con uno dei principali rischi per la sicurezza che oggi ci troviamo a dover fronteggiare: lo stress lavoro-correlato. Perché vedi Luca, si tende molto spesso a ragionare sulla sicurezza in maniera distaccata dalle attività di gestione del personale e questo è un grave errore.

L’ultimo workshop, se vogliamo, è stato quello un pò più di rottura e cioè pensare di utilizzare la formazione esperienziale (outdoor, ludica, ecc.) nel mondo della sicurezza. E’ un qualcosa che in pochi fanno e può risultare ancora oggi un pò fuori dalle logiche di questo mondo ma dovendo parlare alle persone, dovendo lavorare sul benessere e, pertanto, sullo  stress, che è un fattore di rischio assolutamente ampio e molto soggettivo,  quale formazione più efficace ci potrebbe essere se non quella che ti porta a vivere un esperienza diretta che probabilmente ti rimarrà dentro per sempre?

Ecco, questo è come vedo oggi e per i prossimi anni la formazione in Italia.

Grazie mille per la tua disponibilità, Alessandro!


L’Importanza di una Comunicazione Efficace

Frontalunterricht_mit_AugenNon è un segreto che un buon leader deve essere anche un buon comunicatore. Come potrebbe pensare di farsi ascoltare, guidare o ispirare i suoi collaboratori senza saper comunicare in maniera chiara e credibile?

Di seguito ti suggeriamo cinque essenziali pratiche comunicative, utilizzate dai migliori leader aziendali.

1 – Acquisisci fiducia. La fiducia rappresenta la base per ogni buon leader. Per conquistare  la fiducia di qualcuno occorre lavorare sul proprio comportamento (che è il miglior strumento di comunicazione), mantenendolo coerente con ciò che si dice (fai quello che dici). Se le tue azioni non coincidono con le tue parole, allora stai andando nella direzione sbagliata.

2 – Rendi facile il difficile. I tuoi interlocutori , colleghi o clienti che siano, vengono costantemente bombardati da informazioni e questo fa sì che per loro sia difficile ascoltarti. La semplicità non è mai sta così necessaria come lo è oggi. Un buon leader sa come trasmettere pensieri difficili, in maniera semplice. Tutto questo può essere possibile solo grazie ad una cosa: conoscere a fondo l’argomento da trattare.

3 – Trova un modo per distinguerti. Usa un linguaggio in grado di distinguerti dagli altri. Fai in modo che i tuoi valori caratterizzino il tuo modo di comunicare. Concentrati sull’essere riconoscibile e reale. Sii genuino e le persone ti rispetteranno.

4 – Sii visibile. E’ facile nascondersi dietro ad un computer e trasmettere agli altri messaggi, senza vederli ed interagire con loro. Però la comunicazione faccia a faccia è molto importante e non può essere sostituita del tutto. Essendo visibile avrai maggiore contatto con le persone.  Il contatto diretto crea un senso di esperienza condivisa che mette le persone più a loro agio.

5 – Ascolta anche con gli occhi. Fermati, guarda ed ascolta. Un buon leader sa ascoltare con occhi ed orecchie. Cerca i segnali non verbali. Molto spesso il linguaggio non verbale di una persona può dirti tutto ciò che hai bisogno di sapere.

Nei molteplici ruoli che giochiamo, sia in ambito professionale che in ambito privato, la comunicazione è la chiave del successo. Comunicare in maniera efficace significa avere la capacità di far percepire correttamente i messaggi che lanciamo, ai nostri interlocutori.  Nonostante venga attribuita sempre maggiore importanza alla comunicazione, molte persone continuano a litigare con questa abilità e non sono capaci di esprimersi al meglio. Questa incapacità può rappresentare un grande ostacolo per la carriera.  Se sei interessato a migliorarti sotto questo aspetto, clicca qui per consultare il nostro programma dedicato. Inoltre puoi contattarci telefonicamente allo 071-9188485 (dal Lunedì al Venerdì – 8:30/13:30) oppure via mail a:segreteria@wiseconsulting.it .


Il Colloquio di Lavoro: come prepararsi?

Cattura

Partendo dal presupposto che non esistono due colloqui di lavoro uguali, è difficile sapere cosa ci aspetta, pertanto, per arrivare preparati, occorre lavorare anzitutto sulle proprie capacità di presentazione, le quali possono essere molto più importanti rispetto a ciò che si ha da dire.Una scarsa capacità di presentazione può rischiare di compromettere una valida (e magari anche rara) opportunità di lavoro.

Le principali caratteristiche negative dei candidati, riscontrate dai recruiter (gli addetti alla selezione del personale), sono: una cattiva comunicazione verbale ed una cattiva comunicazione non verbale.

Andiamo a vedere qualche consiglio a riguardo:

Cattiva comunicazione verbale

• Una buona abilità comunicativa include anche il saper ascoltare. Fai in modo che l’intervistatore capisca che lo stai ascoltando attentamente.
• Adegua, in base allo stile ed al ritmo dell’intervistatore, il tuo modo di esprimerti.
• Usa un linguaggio appropriato. Fai attenzione nell’utilizzare espressioni in dialetto o riferimenti a: età, religione e politica.
• Evita di comunicare all’intervistatore più di quanto abbia necessità di sapere. Potrebbe essere un errore fatale. Troppe informazioni, soprattutto quelle personali, sono fortemente sconsigliate.

Cattiva comunicazione non verbale

• Siediti in maniera composta e stabilisci un buon contatto visivo.
• Presentati con una stretta di mano sicura (ma non troppo).
• Mostrati interessato e sicuro di te. Evita di tenere le braccia conserte o le mani in tasca.

Attualmente il mercato del lavoro è caratterizzato da una forte competitività e la concorrenza è sempre più ampia. Avvantaggiati rispetto agli altri, lavora su te stesso. Abbiamo messo a punto un percorso formativo utile a migliorare questi aspetti e non solo. Se vuoi saperne di più, clicca qui per consultare il nostro programma. Inoltre puoi contattarci telefonicamente allo 071-9188485 (dal Lunedì al Venerdì – 8:30/13:30) oppure via mail a:segreteria@wiseconsulting.it .

Investi su te stesso, amplia i tuoi orizzonti.


I Social Network per l’Azienda: usare con cautela

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Negli ultimi anni abbiamo visto la rapida ascesa dei Social Media (Facebook, Twitter, Instagram, ecc. ecc.). Ignorarli è un grosso errore per qualsiasi tipo di azienda.

Il mercato è in continuo mutamento e chi non si muove per tempo finisce per rimanere indietro inevitabilmente. L’attività di marketing collegata al loro utilizzo è il “Social Media Marketing”. Da qui è cambiato il modo di comunicare con il pubblico, permettendo un interazione più immediata.

Sono dunque un ottimo strumento, che però deve essere utilizzato con cura, qualunque sia la dimensione del  business da promuovere.  Ogni contenuto da pubblicare deve mirare a raggiungere un determinato obiettivo , per esempio: acquisire nuovi clienti, aumentare il traffico sul sito web, migliorare l’immagine aziendale.

Un aspetto molto importante da considerare è la natura dei Social: essi non sono nati come strumento per il business, pertanto non va utilizzato un linguaggio formale, ma bensì uno semplice e comprensibile.

La cattiva gestione di questi mezzi può causare non pochi problemi, per esempio: peggioramento della reputazione dell’aziendale, perdita di clienti, incapacità nel gestire i feedback negativi. E’ dunque necessario essere preparati in materia, in modo tale da essere in grado di elaborare delle strategie funzionali al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Se hai intenzione di promuovere e rappresentare il tuo business attraverso una pagina Social, abbiamo un percorso formativo che fa al caso tuo. Per maggiori informazioni ti invitiamo a visitare la pagina dedicata, all’interno del nostro sito (cliccando qui). Inoltre puoi contattarci telefonicamente allo 071-9188485 (dal Lunedì al Venerdì – 8:30/13:30) oppure via mail a: segreteria@wiseconsulting.it .


Formazione con fondi pubblici o investimento dell’azienda?

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Quando si parla di formazione in azienda non si può non pensare, oltre che all’indiscusso valore strategico che può avere per l’evoluzione e la crescita aziendale, alle ripercussioni di carattere economico che inevitabilmente comporta.

E’ su questo aspetto che, purtroppo, molto spesso si gioca la partita della formazione in maniera assolutamente non condivisibile.

Questo strumento, infatti, non può essere banalizzato con una standardizzazione o mero abbattimento di costi (come ad esempio avviene spessissimo in materia di sicurezza) perché lo si svuota del suo valore più alto.

Anche su questo argomento, come in altri già trattati in questo blog, sarebbe importante un cambio culturale profondo nel tessuto imprenditoriale italiano medio, ma anche nelle teste delle persone in generale.

Allo stesso tempo l’attività di formazione comporta dei costi che, come tutti gli altri tra quelli presenti in azienda, devono essere preventivati, programmati, ammortizzati. E’ proprio qui che risiede la differenza tra un’azienda lungimirante (questa qualità non la collego solo a realtà grandi e strutturate ma penso possa essere applicabile anche a quelle medio-piccole) ed un’altra che lavora con un atteggiamento “difensivo”, di gestione della quotidianità “minuto per minuto”.

Ragionare sull’opportunità di una programmazione e inserimento dei costi della formazione in un budget aziendale più ampio è quello che consente poi di venire al nocciolo della questione che voglio affrontare in questo articolo. Meglio essere un’azienda che dipende da Fondi pubblici oppure che pianifica correttamente il proprio budget?

Di certo il sostegno da parte dello Stato (che poi in molti casi si tratta di Europa, si pensi ad esempio ai fondi FSE) può essere un aiuto importante per qualsiasi realtà, ma il vero valore aggiunto proviene dalla capacità di affrontare le esigenze formative, propedeutiche alle attività aziendali ed alle sfide che il mercato propone, con le proprie forze e, anche se oggi può sembrare improponibile, credo fermamente che possa essere realizzato.

Quanti soldi vengono sprecati, non ben amministrati, dissipati in scelte sbagliate, per indolenza, scarsa attitudine al cambiamento o cattive abitudini da parte delle aziende? Quanti soldi le imprese, soprattutto quelle piccole, sprecano in corsi di formazione di scarso valore (per non dire inutili) che le obbligano poi ad una seconda fuoriuscita di denaro per rimediare all’errore precedente?

Quanti maggiori vantaggi le imprese potrebbero avere se riorganizzassero e riutilizzassero quei fondi per attività che producano maggior profitto?

Queste domande, come già detto sopra, riguardano anche, se non soprattutto, le piccole realtà di cui l’Italia è piena e che dovrebbero fare della buona amministrazione dei propri capitali una delle attività strategiche per non soccombere ad un mercato spietato.

Anche perché fare conto sullo Stato, oggettivamente, oggi come oggi può non essere più considerata una strategia vincente viste le condizioni in cui versa il nostro paese e le note vicissitudini riguardanti la scarsa attitudine degli organi statali ad essere precisi e puntuali con i pagamenti. Per non parlare delle sovrastrutture burocratiche a cui si è esposti quando solo si tenta di approcciare all’apparato pubblico.

Le aziende, pertanto, dovrebbero avere il coraggio di osare, di organizzarsi al proprio interno e capire che, per quanto questo possa comportare un minimo costo aggiuntivo anche solo in termini di tempo da dedicarvi, una gestione di questo genere non può che dare vantaggi ben superiori ai costi sostenuti ed anche a quanto si possa ottenere con una gestione “casuale”.

Che ne pensate di queste considerazioni, avete avuto modo di valutare e comparare il sistema “pubblico” di finanziamento della formazione aziendale con buone prassi di gestione interna aziendale?


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